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Ottava Giornata., Novella Decima

[065] Iancofiore, non trovandosi Salabaetto in Palermo, s'incominciò a maravigliare e divenne sospettosa; e poi che ben due mesi aspettato l'ebbe, veggendo che non veniva, fece che il sensale fece schiavare i magazzini. [066] E primieramente tastate le botti, che si credeva che piene d'olio fossero, trovò quelle esser piene d'acqua marina, avendo in ciascuna forse un barile d'olio di sopra vicino al cocchiume; poi, sciogliendo le balle, tutte, fuor che due che panni erano, piene le trovò di capecchio; e in brieve, tra ciò che v'era, non valeva oltre a dugento fiorini. [067]Di che Iancofiore tenendosi scornata, lungamente pianse i cinquecento renduti e troppo piú i mille prestati, spesse volte dicendo: "Chi ha a far con tosco, non vuole esser losco". E cosí, rimasasi col danno e colle beffe, trovò che tanto seppe altri quanto altri.