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Ottava Giornata., Novella Decima

[061]Conobbe Salabaetto la cagione che moveva costei a fargli questo servigio e accorsesi che di lei dovevan essere i denari prestati; il che piacendogli, prima la ringraziò, e appresso disse che già per pregio ingordo non lascerebbe, strignendolo il bisogno; [062] e poi disse che egli il sicurerebbe della mercatantia la quale aveva in dogana, faccendola scrivere in colui che i denar gli prestasse, ma che egli voleva guardar la chiave de' magazzini, sí per poter mostrare la sua mercatantia se richiesta gli fosse e sí acciò che niuna cosa gli potesse esser tocca o tramutata o scambiata. [063] La donna disse che questo era ben detto, ed era assai buona sicurtà; e per ciò, come il dí fu venuto, ella mandò per un sensale di cui ella si confidava molto e, ragionato con lui questo fatto, gli diè mille fiorin d'oro li quali il sensale prestò a Salabaetto e fece in suo nome scrivere alla dogana ciò che Salabaetto dentro v'avea; e fattesi loro scritte e contrascritte insieme, e in concordia rimasi, attesero a' loro altri fatti.