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Ottava Giornata., Novella Settima

[051] Quivi venuta la donna e lo scolare, e soli insieme parlando, non ricordandosi ella che lui quasi alla morte condotto avesse, gli disse apertamente ogni suo fatto e quello che disiderava e pregollo per la sua salute; a cui lo scolar disse: [052]"Madonna, egli è il vero che tra l'altre cose che io apparai a Parigi si fu nigromantia, della quale per certo io so ciò che n'è; ma per ciò che ella è di grandissimo dispiacer di Dio, io avea giurato di mai, né per me né per altrui, d'adoperarla. [053] E il vero che l'amore il quale io vi porto è di tanta forza, che io non so come io mi nieghi cosa che voi vogliate che io faccia; e per ciò, se io ne dovessi per questo solo andare a casa del diavolo, sí son presto di farlo poi che vi piace. [054] Ma io vi ricordo che ella è piú malagevole cosa a fare che voi per avventura non v'avvisate, e massimamente quando una donna vuole rivocare uno uomo a amar sé o l'uomo una donna, per ciò che questo non si può far se non per la propria persona a cui appartiene; e a far ciò convien che chi 'l fa sia di sicuro animo, per ciò che di notte si convien fare e in luoghi solitarii e senza compagnia: le quali cose io non so come voi vi siate a far disposta."