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Ottava Giornata., Novella Settima

[012]La fante promise largamente e alla sua donna il raccontò; la quale con le maggior risa del mondo l'ascoltò e disse: "Hai veduto dove costui è venuto a perdere il senno che egli ci ha da Parigi recato? Or via, diangli di quello ch'e' va cercando. Dira'gli, qualora egli ti parla piú, che io amo molto piú lui che egli non ama me, ma che a me si convien di guardar l'onestà mia, sí che io con l'altre donne possa andare a fronte scoperta: di che egli, se cosí è savio come si dice, mi dee molto piú cara avere". [013] Ahi cattivella, cattivella! ella non sapeva ben, donne mie, che cosa è il mettere in aia con gli scolari. La fante, trovatolo, fece quello che dalla donna sua le fu imposto. [014] Lo scolar lieto procedette a piú caldi prieghi e a scriver lettere e a mandar doni, e ogni cosa era ricevuta ma indietro non venivan risposte se non generali: e in questa guisa il tenne gran tempo in pastura.