back to decameron web        
character search place search word search italian text back to the texts home page  

[back]

Settima Giornata, Novella Nona

[008] E disposta del tutto di fargliele sentire, chiamò a sé una sua cameriera nomata Lusca, della quale ella si confidava molto, e sí le disse: "Lusca, li benefici li quali tu hai da me ricevuti ti debbono fare obediente e fedele: e per ciò guarda che quello che io al presente ti dirò niuna persona senta già mai se non colui al quale da me ti fia imposto. [009] Come tu vedi, Lusca, io son giovane e fresca donna e piena e copiosa di tutte quelle cose che alcuna può disiderare, e brievemente fuor che d'una non mi posso ramaricare: e questa è che gli anni del mio marito son troppi se co' miei si misurano, per la qual cosa di quello che le giovani donne prendono piú piacere io vivo poco contenta. [010] E pur come l'altre disiderandolo, è buona pezza che io diliberai meco di non volere, se la fortuna m'è stata poco amica in darmi cosí vecchio marito, essere io nimica di me medesima in non saper trovar modo a' miei diletti e alla mia salute. [011]E per avergli cosí compiuti in questo come nell'altre cose, ho per partito preso di volere, sí come di ciò piú degno che alcun altro, che il nostro Pirro co' suoi abbracciamenti gli supplisca, e ho tanto amore in lui posto, che io non sento mai bene se non tanto quanto io il veggio o di lui penso: e se io senza indugio non mi ritruovo seco per certo io me ne credo morire. [012] E per ciò, se la mia vita t'è cara, per quel modo che miglior ti parrà, il mio amore gli significherai e sí 'l pregherrai da mia parte che gli piaccia di venire a me quando tu per lui andrai".