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Quinta Giornata, Novella Decima

[055] La donna, veggendo che egli nella prima giunta altro male che di parole fatto non l'avea, e parendole conoscere lui tutto gongolare per ciò che per man tenea un cosí bel giovinetto, prese cuore e disse: "Io ne son molto certa che tu vorresti che fuoco venisse da cielo che tutte ci ardesse, sí come colui che se' cosí vago di noi come il can delle mazze; [056] ma alla croce di Dio egli non ti verrà fatto. Ma volentieri farei un poco ragione con esso teco per sapere di che tu ti ramarichi: e certo io starei pur bene se tu alla moglie d' Ercolano mi volessi agguagliare, la quale è una vecchia picchiapetto spigolistra e ha da lui ciò che ella vuole, e tienla cara come si dee tener moglie, il che a me non avviene. [057] Ché, posto che io sia da te ben vestita e ben calzata, tu sai bene come io sto d'altro e quanto tempo egli ha che tu non giacesti con meco; e io vorrei innanzi andar con gli stracci indosso e scalza ed esser ben trattata da te nel letto, che aver tutte queste cose trattandomi come tu mi tratti. [058]E intendi sanamente, Pietro, che io son femina come l'altre e ho voglia di quel che l'altre; sí che, perché io me ne procacci, non avendone da te, non è da dirmene male: almeno ti fo io cotanto d'onore, che io non mi pongo né con ragazzi né con tignosi."