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Quinta Giornata, Novella Decima

[042] Udendo la donna queste cose, conobbe che egli erano dell'altre cosí savie come ella fosse, quantunque talvolta sciagura ne cogliesse a alcuna, e volentieri avrebbe con parole la donna d' Ercolano difesa; ma per ciò che col biasimare il fallo altrui le parve dovere a' suoi far piú libera via, cominciò a dire: [043] "Ecco belle cose! ecco buona e santa donna che costei dee essere! ecco fede d'onesta donna, ché mi sarei confessata da lei, sí spirital mi parea! e peggio, che essendo ella oggimai vecchia dà molto buono essemplo alle giovani! [044] Che maladetta sia l'ora che ella nel mondo venne ed ella altressí che viver si lascia, perfidissima e rea femina che ella dee essere, universal vergogna e vitupero di tutte le donne di questa terra: la quale, gittata via la sua onestà e la fede promessa al suo marito e l'onor di questo mondo, lui, che è cosí fatto uomo e cosí onorevole cittadino e che cosí bene la trattava, per un altro uomo non s'è vergognata di vituperare e se medesima insieme con lui. [045]Se Dio mi salvi, di cosí fatte femine non si vorrebbe aver misericordia: elle si vorrebbero uccidere, elle si vorrebbon vive vive mettere nel fuoco e farne cenere!"