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Quarta Giornata, Novella Sesta

[038]In questo tempo che costoro cosí parlavano, l' Andreuola venne in cospetto del padre e piagnendo gli si gittò innanzi e disse: "Padre mio, io non credo che bisogni che io la istoria del mio ardire e della mia sciagura vi racconti, ché son certa che udita l'avete e sapetela; e per ciò, quanto piú posso, umilmente perdono vi domando del fallo mio, cioè d'avere senza vostra saputa chi piú mi piacque marito preso. [039] E questo perdono non vi domando perché la vita mi sia perdonata, ma per morire vostra figliuola e non vostra nimica"; e cosí piagnendo gli cadde a' piedi.