back to decameron web        
character search place search word search italian text back to the texts home page  

[back]

Quarta Giornata, Novella Sesta

[003]Il sogno nella precedente novella raccontato mi dà materia di dovervene raccontare una nella quale di due si fa menzione, li quali di cosa che a venire era, come quello di cosa intervenuta, furono, e appena furon finiti di dire da coloro che veduti gli aveano, che l'effetto seguí d'amenduni. [004] E però, amorose donne, voi dovete sapere che general passione è di ciascuno che vive il veder varie cose nel sonno, le quali, quantunque a colui che dorme, dormendo, tutte paian verissime, e desto lui, alcune vere, alcune verisimili, e parte fuori d'ogni verità iudichi, nondimeno molte esserne avvenute si truovano. [005] Per la qual cosa molti a ciascun sogno tanta fede prestano quanta presterieno a quelle cose le quali vegghiando vedessero; e per li lor sogni stessi s'attristano e s'allegrano secondo che per quegli o temono o sperano. E in contrario son di quegli che niuno ne credono se non poi che nel premostrato pericolo si veggono. De' quali né l'uno né l'altro commendo, per ciò che né sempre son veri né ogni volta falsi. [006] Che essi non sien tutti veri, assai volte può ciascun di noi aver conosciuto; e che essi tutti non sien falsi, già di sopra nella novella di Filomena s'è dimostrato e nella mia, come davanti dissi, intendo di dimostrarlo. [007] Per che giudico che nel virtuosamente vivere e operare di niuno contrario sogno a ciò si dee temere, né per quello lasciare i buoni proponimenti; nelle cose perverse e malvage, quantunque i sogni a quelle paiano favorevoli e con seconde dimostrazioni chi gli vede confortino, niuno se ne vuol credere; e cosí nel contrario a tutti dar piena fede. Ma vegniamo alla novella.