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Terza Giornata, Novella Sesta

[009] Ora avvenne che, essendo il tempo caldo e molte brigate di donne e di cavalieri, secondo l'usanza dei napoletani, andassero a diportarsi a' liti del mare e a desinarvi e a cenarvi, Ricciardo, sappiendo Catella con sua brigata esservi andata, similmente con sua compagnia v'andò, e nella brigata delle donne di Catella fu ricevuto, faccendosi prima molto invitare, quasi non fosse molto vago di rimanervi. [010]Quivi le donne, e Catella insieme con loro, incominciarono con lui a motteggiare del suo novello amore, del quale egli mostrandosi acceso forte, piú loro di ragionare dava materia. A lungo andare, essendo l'una donna andata in qua e l'altra in là, come si fa in que' luoghi, essendo Catella con poche rimasa quivi dove Ricciardo era, gittò Ricciardo verso lei un motto d'un certo amore di Filippello suo marito, per lo quale ella entrò in subita gelosia, e dentro cominciò ad arder tutta di disidero di saper ciò che Ricciardo volesse dire. [011] E poi che alquanto tenuta si fu, non potendo piú tenersi, pregò Ricciardo che, per amor di quella donna la quale egli piú amava, gli dovesse piacere di farla chiara di ciò che detto aveva di Filippello.