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Terza Giornata, Novella Quinta

[008] Il cavaliere, da avarizia tirato e sperando di dover beffar costui, rispose che gli piacea, e quantunque egli volesse; e lui nella sala del suo palagio lasciato, andò nella camera alla donna, e quando detto l'ebbe come agevolmente poteva il pallafren guadagnare, le impose che ad udire il Zima venisse ma ben si guardasse che a niuna cosa che egli dicesse rispondesse né poco né molto. [009]La donna biasimò molto questa cosa, ma pure, convenendole seguire i piaceri del marito, disse di farlo: e appresso al marito andò nella sala ad udire ciò che il Zima volesse dire.