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Terza Giornata, Novella Quarta

[015] "Poi che tu cosí mi prometti,"disse il monaco e io la ti mosterò. Tu dei sapere che i santi Dottori tengono che a chi vuol divenir beato si convien fare la penitenzia che tu udirai. Ma intendi sanamente: io non dico, che dopo la penitenzia tu non sii peccatore come tu ti se'; ma avverrà questo, che i peccati che tu hai infino all'ora della penitenzia fatti, tutti si purgheranno e sarannoti per quella perdonati; e quegli che tu farai poi non saranno scritti a tua dannazione, anzi se n'andranno con l'acqua benedetta, come ora fanno i veniali. [016] Conviensi adunque l'uomo principalmente con gran diligenzia confessare de' suoi peccati quando viene a cominciar la penitenzia; e appresso questo li convien cominciare un digiuno e una astinenzia grandissima, la qual convien che duri quaranta dí, ne' quali, non che da altra femina, ma da toccare la propria tua moglie ti conviene astenere. [017] E oltre a questo si conviene avere nella tua propria casa alcun luogo donde tu possi la notte vedere il cielo; e in su l'ora della compieta andare in questo luogo e quivi avere una tavola molto larga ordinata in guisa che, stando tu in piè, vi possi le reni appoggiare, e tenendo gli piedi in terra distender le braccia a guisa di crocifisso; e se tu quelle volessi appoggiare ad alcun cavigliuolo, puoil fare; e in questa maniera guardando il cielo, star senza muoverti punto infino a matutino. [018] E, se tu fossi litterato, ti converrebbe in questo mezzo dire certe orazioni che io ti darei: ma, perché non se', ti converrà dire trecento paternostri con trecento avemarie a reverenzia della Trinità; e riguardando il cielo, sempre aver nella memoria Idio essere stato creatore del cielo e della terra, e la passion di Cristo, stando in quella maniera che stette egli in su la croce. [019] Poi, come matutino suona, te ne puoi, se tu vuogli, andare e cosí vestito gittarti sopra 'l letto tuo e dormire: e la mattina appresso si vuole andare alla chiesa, e quivi udire almeno tre messe e dir cinquanta paternostri con altrettante avemarie; e appresso questo con simplicità fare alcuni tuoi fatti, se a far n'hai alcuno, e poi desinare, ed essere appresso al vespro nella chiesa e quivi dire certe orazioni che io ti darò scritte, senza le quali non si può fare; e poi in su la compieta ritornare al modo detto. [020]E faccendo questo, sí come io feci già, spero che anzi che la fine della penitenzia venga, tu sentirai maravigliosa cosa della beatitudine eterna, se con divozione fatta l'avrai.