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Decima Giornata., Novella Settima

[012] Appresso questo disse la giovane che a lui solo alquante parole voleva dire; per che partitosi ciascun altro, ella gli disse: "Minuccio, io ho eletto te per fidissimo guardatore d'un mio segreto, sperando primieramente che tu quello a niuna persona, se non a colui che io ti dirò, debbi manifestar già mai, e appresso che in quello che per te si possa tu mi debbi aiutare: cosí ti priego. [013] Dei adunque sapere, Minuccio mio, che il giorno che il nostro signore re Pietro fece la gran festa della sua essaltazione, mel venne, armeggiando egli, in sí forte punto veduto, che dello amor di lui mi s'accese un fuoco nell'anima che al partito m'ha recata che tu mi vedi; e conoscendo io quanto male il mio amore a un re si convenga e non potendolo non che cacciare ma diminuire e egli essendomi oltre modo grave a comportare, ho per minor doglia eletto di voler morire; e cosí farò. [014]È il vero che io fieramente n'andrei sconsolata, se prima egli nol sapesse: e non sappiendo per cui potergli questa mia disposizion fargli sentire piú acconciamente che per te, a te commettere la voglio e priegoti che non rifiuti di farlo; e quando fatto l'avrai, assapere mel facci, acciò che io consolata morendo mi sviluppi da queste pene"; e questo detto piagnendo si tacque.